Costanza d'Altavilla
Ultima erede dei re normanni di Sicilia, moglie di Enrico VI e madre di Federico II.
Detto anche: Costanza di Sicilia, la gran Costanza, Costanza imperatrice
Nata nel 1154, figlia postuma di Ruggero II, era l'ultima erede legittima del regno normanno di Sicilia. Nel 1186 sposò a Milano Enrico VI di Svevia, figlio di Federico Barbarossa: grazie a lei la casa sveva poté rivendicare l'Italia meridionale. Nel dicembre 1194, a quarant'anni, partorì Federico II. Rimasta vedova nel 1197, governò il regno per il figlio e prima di morire, nel 1198, lo affidò alla tutela di papa Innocenzo III.
Piccarda la indica accanto a sé come «la gran Costanza» che dal «secondo vento di Soave» (Enrico VI) generò il terzo, cioè Federico II (vv. 118-120). Dante accoglie la leggenda secondo cui sarebbe stata monaca e tolta al chiostro per ragioni di Stato: una voce senza fondamento storico, nata tra gli avversari degli Svevi, che la dipingevano come suora smonacata e madre troppo anziana per screditare Federico. Dante usa la stessa storia rovesciandone il senso: Costanza rimase fedele al velo nel cuore (v. 117) ed è beata.
Il dato utile è politico. Federico II è tra gli eretici (Inferno X, v. 119) e Manfredi, che in Purgatorio III si presenta proprio come «nepote di Costanza imperadrice», è salvo ma sconfitto. Mettendo in cielo la capostipite, Dante mostra di considerare legittima e voluta da Dio la dignità imperiale, la stessa che sperava di vedere restaurata da Arrigo VII di Lussemburgo, morto nel 1313.