I personaggi della Divina Commedia
Guide, custodi, dannati, penitenti e beati: le figure che Dante incontra nel suo viaggio, con i canti in cui compaiono.
Virgilio
Poeta dell'Eneide e maestro di Dante. Simbolo della ragione umana, lo guida per Inferno e Purgatorio.
Beatrice
La donna amata da Dante, simbolo della teologia e della grazia. Manda Virgilio e poi accompagna Dante nei cieli.
San Bernardo
Ultima guida di Dante. Rivolge alla Vergine la preghiera che apre la visione di Dio.
Stazio
Poeta latino che ha finito la sua espiazione; accompagna Dante e Virgilio fino al Paradiso terrestre.
Matelda
Figura luminosa che accoglie Dante nell'Eden e lo immerge nel Letè e nell'Eunoè.
Caronte
Il traghettatore delle anime, «con occhi di bragia». Rifiuta di portare un vivo.
Minosse
Il giudice infernale: indica il cerchio di ogni dannato avvolgendo la coda attorno al corpo.
Francesca da Rimini
Uccisa con il cognato Paolo Malatesta, racconta l'amore nato dalla lettura del libro di Lancillotto.
Semiramide
Leggendaria regina degli Assiri, prima della schiera dei lussuriosi: rese lecito per legge ciò che le piaceva.
Didone
Regina di Cartagine, suicida per amore di Enea; Dante la indica senza nominarla, come colei che tradì il ricordo di Sicheo.
Cleopatra
Ultima regina d'Egitto, amante di Cesare e di Marco Antonio; Dante la liquida con un solo aggettivo: «lussuriosa».
Elena
La donna più bella del mito greco: il suo rapimento da parte di Paride scatenò la guerra di Troia.
Achille
Il più forte eroe greco a Troia, qui ricordato non per le armi ma per l'amore di Polissena che lo portò alla morte.
Paride
Principe troiano, figlio di Priamo: portando via Elena a Menelao provocò la guerra e la rovina della sua città.
Tristano
Cavaliere dei romanzi bretoni, amante di Isotta, moglie di suo zio re Marco: l'unico personaggio medievale dell'elenco.
Ciacco
Fiorentino immerso nel fango sotto la pioggia; profetizza le lotte politiche di Firenze.
Cerbero
Il cane a tre teste che graffia i golosi. Virgilio lo placa gettandogli terra in bocca.
Pluto
Il demone della ricchezza, che grida parole incomprensibili: «Pape Satàn, pape Satàn aleppe!».
Flegiàs
Il traghettatore della palude, che porta i poeti fino alle mura di Dite.
Filippo Argenti
Fiorentino della famiglia Adimari, immerso nello Stige; Dante lo respinge con disprezzo.
Erinni
Megera, Aletto e Tesifone: le tre Furie dai capelli di serpenti che minacciano Dante dalla torre di Dite.
Medusa
La Gorgone che pietrifica chi la guarda: le Erinni la invocano contro Dante, ma non compare.
Farinata degli Uberti
Capo ghibellino che si erge dal sepolcro infuocato «com'avesse l'inferno a gran dispitto».
Cavalcante Cavalcanti
Guelfo fiorentino, padre del poeta Guido: dalla tomba di Farinata chiede a Dante perché il figlio non sia con lui.
Guido Cavalcanti
Poeta stilnovista e «primo amico» di Dante: il padre Cavalcante ne chiede notizie tra gli eretici.
Nesso
Centauro ucciso da Ercole per aver rapito Deianira; porta Dante in groppa oltre il Flegetonte e gli indica i tiranni.
Alessandro
Tiranno immerso fino agli occhi nel sangue del Flegetonte: Alessandro Magno oppure, per altri, Alessandro di Fere.
Ezzelino III da Romano
Signore ghibellino della Marca Trevigiana, tiranno proverbiale; fratello di Cunizza.
Pier delle Vigne
Ministro di Federico II, trasformato in un albero che sanguina quando Dante ne spezza un ramo.
Brunetto Latini
Maestro di Dante, autore del Tesoretto, che gli insegnò «come l'uom s'etterna».
Gerione
Mostro con volto d'uomo giusto e corpo di serpente, immagine della frode. Trasporta i poeti a Malebolge.
Guido Guerra
Conte della casa dei Guidi, capo militare dei guelfi toscani; uno dei tre fiorentini illustri del canto XVI.
Tegghiaio Aldobrandi
Guelfo fiorentino degli Adimari: sconsigliò invano la spedizione contro Siena che finì con la disfatta di Montaperti.
Iacopo Rusticucci
Cavaliere fiorentino che parla per i tre sodomiti del canto XVI e incolpa della sua rovina la «fiera moglie».
Reginaldo Scrovegni
Usuraio padovano riconoscibile dalla scrofa azzurra sulla borsa; padre di Enrico, committente della cappella di Giotto.
Vitaliano
Padovano ancora vivo nel 1300: lo Scrovegni gli riserva il posto accanto a sé tra gli usurai.
Venedico Caccianemico
Nobile guelfo bolognese che spinse la sorella Ghisolabella a cedere al marchese d'Este; frustato dai diavoli fra i ruffiani.
Giasone
Capo degli Argonauti e conquistatore del vello d'oro, punito fra i seduttori per aver ingannato Isifile e Medea.
Alessio Interminelli
Nobile lucchese immerso nello sterco fra gli adulatori: lo hanno perduto le lusinghe di cui non fu mai sazio.
Taide
Cortigiana di una commedia di Terenzio, messa fra gli adulatori per una risposta esagerata all'amante.
Niccolò III
Papa Orsini, conficcato a testa in giù in una buca; scambia Dante per Bonifacio VIII.
Bonifacio VIII
Benedetto Caetani, papa dal 1294 al 1303 e grande nemico di Dante: Niccolò III lo aspetta nella buca dei simoniaci.
Clemente V
Il papa guascone che portò la sede ad Avignone: il «pastor sanza legge» che finirà sopra Bonifacio VIII.
Malacoda
Capo dei Malebranche: indica ai poeti una strada sicura, ma mente sul ponte crollato.
Ciampolo di Navarra
Barattiere navarrese uncinato dai Malebranche: con un trucco si libera e si rituffa nella pece.
Frate Gomita
Frate sardo, vicario nel giudicato di Gallura: per denaro lasciò fuggire i nemici del suo signore.
Michele Zanche
Nobile sardo legato al giudicato di Logudoro, barattiere; fu ucciso a tradimento dal genero Branca Doria.
Catalano dei Malavolti
Frate gaudente bolognese, podestà di Firenze nel 1266 con Loderingo: spiega a Dante la pena degli ipocriti.
Loderingo degli Andalò
Bolognese, tra i fondatori dei frati gaudenti; resse Firenze nel 1266 insieme a Catalano.
Vanni Fucci
Pistoiese che rubò in una chiesa; morso da un serpente, si incenerisce e risorge.
Cianfa Donati
Ladro fiorentino dei Donati: in forma di serpente a sei piedi si fonde con Agnello Brunelleschi.
Agnello Brunelleschi
Ladro fiorentino: un serpente a sei piedi gli si avvinghia e i due corpi si fondono in uno solo.
Buoso
Ladro fiorentino che, morso da un serpentello, scambia con lui la forma: l'uomo diventa serpente.
Puccio Sciancato
Ladro fiorentino dei Galigai: è l'unico dei tre compagni a non subire alcuna trasformazione.
Francesco Cavalcanti
Ladro fiorentino che da serpente torna uomo scambiando la forma con Buoso; la sua morte costò cara a Gaville.
Ulisse
Avvolto in una fiamma con Diomede, racconta il «folle volo» oltre le colonne d'Ercole.
Diomede
Eroe greco, compagno di Ulisse negli inganni della guerra di Troia: brucia con lui nella fiamma a due punte.
Guido da Montefeltro
Condottiero ghibellino ingannato da Bonifacio VIII con un'assoluzione anticipata.
Bertran de Born
Trovatore provenzale che regge la propria testa come una lanterna.
Maometto
Il fondatore dell'Islam, che Dante considera autore di uno scisma: è squarciato dal mento al ventre.
Alì
Cugino e genero di Maometto, quarto califfo: cammina davanti a lui con il volto spaccato.
Mosca dei Lamberti
Nobile fiorentino che consigliò l'uccisione di Buondelmonte, origine delle lotte tra guelfi e ghibellini.
Geri del Bello
Cugino del padre di Dante, ucciso e non ancora vendicato: minaccia Dante con il dito e se ne va senza parlare.
Griffolino d'Arezzo
Alchimista aretino arso a Siena per avere promesso per scherzo ad Albero di insegnargli a volare.
Capocchio
Alchimista arso vivo a Siena nel 1293, «buona scimia» della natura; conosceva Dante.
Maestro Adamo
Falsificatore di fiorini, gonfio di idropisia e tormentato da una sete eterna.
Gianni Schicchi
Fiorentino che si finse Buoso Donati morente per dettare un falso testamento: corre rabbioso mordendo gli altri.
Nembrot
Il gigante della torre di Babele, che parla una lingua incomprensibile.
Conte Ugolino
Rode il cranio dell'arcivescovo Ruggieri e racconta la morte nella torre insieme ai figli.
Napoleone e Alessandro degli Alberti
Fratelli, conti di Mangona, nemici per politica ed eredità: si uccisero a vicenda e stanno fronte contro fronte nel ghiaccio.
Camicione dei Pazzi
Nobile del Valdarno che uccise un parente: senza orecchie per il gelo, fa a Dante i nomi dei compagni di pena.
Mordret
Il traditore di re Artù nei romanzi della Tavola Rotonda: un colpo di lancia gli aprì il petto da parte a parte.
Focaccia
Vanni dei Cancellieri, pistoiese di parte bianca, assassino di un parente: è immerso nel ghiaccio della Caina.
Sassolo Mascheroni
Fiorentino che uccise un giovane parente per impadronirsi dell'eredità.
Carlino dei Pazzi
Nel 1302 consegnò ai Neri il castello di Piantravigne: nel 1300 è ancora vivo, ma è atteso all'Inferno.
Bocca degli Abati
Il traditore di Montaperti: Dante lo colpisce al viso e gli strappa i capelli per sapere il suo nome.
Buoso da Duera
Signore ghibellino di Cremona: per denaro lasciò passare l'esercito di Carlo d'Angiò diretto contro Manfredi.
Tesauro dei Beccheria
Abate di Vallombrosa e legato papale, decapitato a Firenze nel 1258 con l'accusa di tramare con i ghibellini.
Gianni dei Soldanieri
Ghibellino fiorentino che nel 1266 passò ai guelfi mettendosi a capo della rivolta popolare.
Gano di Maganza
Il traditore dei poemi carolingi, che fece cadere Orlando e la retroguardia di Carlo Magno a Roncisvalle.
Tebaldello Zambrasi
Ghibellino di Faenza che nel 1280 aprì di notte le porte della città ai guelfi bolognesi.
Arcivescovo Ruggieri
Arcivescovo ghibellino di Pisa che fece imprigionare e morire di fame Ugolino; il conte gli rode la nuca.
Lucifero
Imperatore del regno del dolore, confitto nel ghiaccio: con tre bocche maciulla Giuda, Bruto e Cassio.
Giuda
L'apostolo che tradì Cristo: Lucifero lo maciulla nella bocca centrale e gli scortica la schiena con gli artigli.
Bruto
Capo della congiura contro Cesare: pende dalla bocca nera di Lucifero, si contorce e non dice una parola.
Cassio
Congiurato contro Cesare insieme a Bruto: pende dalla terza bocca di Lucifero.
Catone
Custode del Purgatorio, simbolo della libertà morale. Rimprovera le anime che indugiano.
Casella
Musico amico di Dante: canta «Amor che ne la mente mi ragiona» e incanta le anime.
Manfredi
Figlio di Federico II, «biondo era e bello», pentito in punto di morte.
Belacqua
Amico pigro di Dante, seduto all'ombra di un masso con il viso tra le ginocchia.
Buonconte da Montefeltro
Figlio di Guido, morto a Campaldino: un angelo e un diavolo si contendono la sua anima.
Pia de' Tolomei
Pochi versi celebri: «Siena mi fé, disfecemi Maremma».
Iacopo del Cassero
Nobile di Fano, podestà di Bologna, fatto uccidere da Azzo VIII d'Este presso Oriago nel 1298.
Sordello
Trovatore mantovano: abbraccia Virgilio e provoca l'invettiva di Dante contro l'Italia.
Nino Visconti
Giudice di Gallura, nipote del conte Ugolino e amico di Dante: lamenta di essere stato dimenticato dalla moglie.
Corrado Malaspina
Marchese di Villafranca in Lunigiana: predice a Dante l'ospitalità che riceverà dai Malaspina in esilio.
Oderisi da Gubbio
Miniatore: riflette sulla vanità della fama artistica, da Cimabue a Giotto.
Omberto Aldobrandeschi
Conte maremmano, ucciso a Campagnatico nel 1259: esempio della superbia di sangue.
Provenzano Salvani
Capo ghibellino di Siena, vincitore a Montaperti e ucciso a Colle nel 1269: salvato da un gesto di umiltà.
Sapìa
Senese che gioì della sconfitta dei suoi concittadini; ha gli occhi cuciti col fil di ferro.
Guido del Duca
Romagnolo che descrive le città toscane lungo l'Arno come una galleria di bestie.
Rinieri da Calboli
Guelfo forlivese, compagno di Guido del Duca: ascolta in silenzio la profezia sul nipote Fulcieri.
Marco Lombardo
Nel fumo spiega il libero arbitrio e la causa della corruzione del mondo.
Abate di San Zeno
Monaco veronese del tempo del Barbarossa: correndo fra gli accidiosi denuncia Alberto della Scala.
Adriano V
Papa per poco più di un mese, convertito dall'avarizia solo quando divenne papa.
Ugo Capeto
Capostipite dei re di Francia: denuncia l'avidità della sua dinastia.
Forese Donati
Amico di Dante, irriconoscibile per la magrezza; ricorda con affetto la moglie Nella.
Bonagiunta Orbicciani
Poeta lucchese a cui Dante spiega il «dolce stil novo».
Guido Guinizzelli
Padre dello Stilnovo, chiamato da Dante «padre mio e de li altri miei miglior».
Arnaut Daniel
Trovatore provenzale, «miglior fabbro del parlar materno»: risponde in provenzale.
Piccarda Donati
Sorella di Forese, strappata al convento: «E 'n la sua volontade è nostra pace».
Costanza d'Altavilla
Ultima erede dei re normanni di Sicilia, moglie di Enrico VI e madre di Federico II.
Giustiniano
L'imperatore legislatore ripercorre la storia dell'aquila romana.
Carlo Martello
Giovane principe amico di Dante: spiega perché da padri buoni nascono figli diversi.
Cunizza da Romano
Sorella del tiranno Ezzelino, famosa per i suoi amori, salva per la sua inclinazione all'amore volta al bene.
Folco di Marsiglia
Trovatore provenzale divenuto monaco e vescovo di Tolosa; indica a Dante l'anima di Raab.
San Tommaso d'Aquino
Teologo domenicano: tesse l'elogio di san Francesco.
Alberto Magno
Domenicano tedesco, maestro di Tommaso d'Aquino e grande commentatore di Aristotele.
Graziano
Giurista del XII secolo, autore del «Decretum» che fonda il diritto canonico.
Pietro Lombardo
Teologo del XII secolo, vescovo di Parigi, autore dei «Libri delle Sentenze».
Salomone
Re d'Israele, figlio di Davide, modello di sapienza: la luce più bella della prima corona.
Dionigi l'Areopagita
Ateniese convertito da san Paolo; il Medioevo lo credeva autore del trattato sugli angeli.
Paolo Orosio
Storico cristiano del V secolo, autore delle «Storie contro i pagani».
Severino Boezio
Filosofo e senatore romano, autore del «De consolatione philosophiae», giustiziato sotto Teodorico.
Isidoro di Siviglia
Vescovo di Siviglia, autore delle «Etimologie», enciclopedia del sapere antico.
Beda il Venerabile
Monaco inglese, storico ed erudito dell'VIII secolo.
Riccardo di San Vittore
Teologo mistico del XII secolo, priore dell'abbazia parigina di San Vittore.
Sigieri di Brabante
Maestro di filosofia a Parigi, capofila dell'averroismo latino, avversario di Tommaso.
San Francesco d'Assisi
Fondatore dei frati minori, sposo di madonna Povertà: la sua vita è narrata da san Tommaso.
San Francesco
Il santo di Assisi, sposo della Povertà: elogiato da san Tommaso, siede nella rosa sotto il Battista.
San Bonaventura
Francescano: tesse l'elogio di san Domenico, in parallelo con Tommaso.
Illuminato da Rieti
Uno dei primi compagni di san Francesco, che seguì nel viaggio in Oriente.
Agostino d'Assisi
Francescano della prima ora, nominato con Illuminato tra i «primi scalzi poverelli».
Ugo di San Vittore
Teologo e mistico del XII secolo, maestro della scuola parigina di San Vittore.
Pietro Mangiadore
Pietro Comestore, erudito francese del XII secolo, autore della «Historia scholastica».
Pietro Ispano
Logico portoghese, papa Giovanni XXI nel 1276-1277, autore delle «Summulae logicales».
Natan
Profeta della corte di Davide, che ebbe il coraggio di rimproverare il re.
Giovanni Crisostomo
Padre della Chiesa greca, patriarca di Costantinopoli, celebre predicatore.
Anselmo d'Aosta
Monaco benedettino e arcivescovo di Canterbury, autore dell'argomento ontologico.
Elio Donato
Grammatico latino del IV secolo, autore del manuale su cui si imparava il latino.
Rabano Mauro
Monaco benedettino di età carolingia, abate di Fulda e arcivescovo di Magonza.
Cacciaguida
Trisavolo di Dante: rimpiange la Firenze antica e gli profetizza l'esilio.
Giosuè
Successore di Mosè e conquistatore della Terra Promessa: prima luce nominata sulla croce di Marte.
Giuda Maccabeo
Capo della rivolta ebraica contro i re di Siria: ruota di gioia sulla croce di Marte.
Carlo Magno
Re dei Franchi e imperatore dall'800: fra i combattenti per la fede sulla croce di Marte.
Orlando
Il paladino morto a Roncisvalle, eroe della Chanson de Roland: luce della croce di Marte.
Guglielmo d'Orange
Conte carolingio ed eroe delle canzoni di gesta, poi monaco: luce della croce di Marte.
Rinoardo
Gigante saraceno convertito, personaggio delle canzoni di gesta: compagno di Guglielmo sulla croce di Marte.
Goffredo di Buglione
Capo della prima crociata e conquistatore di Gerusalemme: luce della croce di Marte.
Roberto il Guiscardo
Condottiero normanno, signore dell'Italia meridionale: ultimo nome sulla croce di Marte.
Alberto d'Asburgo
Re di Germania, primo dei sovrani condannati dall'aquila per l'invasione della Boemia.
Filippo il Bello
Re di Francia accusato dall'aquila di falsificare la moneta; morirà per colpa di un cinghiale.
Edoardo I d'Inghilterra
Il re inglese che l'aquila accusa di superbia per le guerre di confine con la Scozia.
Robert Bruce re di Scozia
«Lo Scotto» che l'aquila accusa, con il re inglese, di superbia e di guerre senza fine.
Ferdinando IV di Castiglia
Re di Castiglia, accusato dall'aquila di lussuria e vita molle.
Venceslao II di Boemia
Re di Boemia, per l'aquila un uomo che non conobbe né volle il valore.
Carlo II d'Angiò
Re di Napoli detto lo Zoppo: per l'aquila ha una sola virtù contro mille vizi.
Federico II d'Aragona
Re di Sicilia accusato dall'aquila di avarizia e viltà, insieme allo zio e al fratello.
Dionigi del Portogallo
Re del Portogallo, nominato di sfuggita fra i cattivi sovrani dell'elenco dell'aquila.
Haakon V di Norvegia
Re di Norvegia, citato dall'aquila insieme al re del Portogallo.
Stefano Uroš II di Serbia
Re di Serbia accusato dall'aquila di aver contraffatto la moneta di Venezia.
Arrigo II di Lusignano
Re di Cipro: l'aquila lo chiama «bestia» di cui piangono Nicosia e Famagosta.
David
Re d'Israele e autore dei Salmi: è la pupilla dell'occhio dell'aquila.
Traiano
Imperatore pagano salvato, secondo la leggenda, dalle preghiere di papa Gregorio Magno.
Ezechia
Re di Giuda che ottenne da Dio altri quindici anni di vita: luce dell'occhio dell'aquila.
Costantino
L'imperatore che portò la capitale a Bisanzio: salvo per la buona intenzione della Donazione.
Guglielmo II d'Altavilla
Re normanno di Sicilia detto il Buono, rimpianto dai sudditi: luce dell'occhio dell'aquila.
Rifeo
Guerriero troiano dell'Eneide, «il più giusto» dei suoi: un pagano tra i beati.
San Benedetto
Fondatore di Montecassino e padre del monachesimo occidentale: denuncia la decadenza dei monaci.
San Pietro
Esamina Dante sulla fede e lancia un'invettiva contro la corruzione della Chiesa.
San Giacomo
L'apostolo venerato a Compostela: esamina Dante sulla speranza.
San Giovanni Evangelista
L'apostolo prediletto: esamina Dante sulla carità e smentisce la leggenda della propria assunzione.
Adamo
Il primo uomo spiega a Dante la natura del peccato originale e la lingua che parlava.
I primi papi martiri
Lino, Cleto, Sisto, Pio, Callisto e Urbano: i papi dei primi secoli che san Pietro oppone a quelli avidi del Trecento.
La Vergine Maria
Ha mosso il soccorso a Dante fin dall'inizio; a lei è rivolta la preghiera di san Bernardo.
Eva
La prima donna: siede bellissima ai piedi di Maria, che ha guarito la ferita aperta da lei.
Rachele
Moglie di Giacobbe, simbolo della vita contemplativa: siede accanto a Beatrice.
Sara
Moglie di Abramo e madre di Isacco: quarta nella fila delle donne ebree della rosa.
Rebecca
Moglie di Isacco e madre di Giacobbe: quinta nella fila delle donne ebree della rosa.
Giuditta
L'eroina che uccise Oloferne e salvò Israele: sesta nella fila delle donne ebree della rosa.
Ruth
Bisnonna del re David, indicata con una perifrasi: settima nella fila delle donne ebree della rosa.
San Giovanni Battista
Il precursore di Cristo: siede di fronte a Maria e apre la fila opposta della rosa.
Sant'Agostino
Il grande padre della Chiesa: siede nella rosa sotto Francesco e Benedetto.
Mosè
Guida degli Ebrei nel deserto e legislatore: siede nella rosa accanto ad Adamo.
Sant'Anna
La madre di Maria: nella rosa non stacca mai gli occhi dalla figlia.
Santa Lucia
La santa che mandò Beatrice in soccorso di Dante: siede nella rosa di fronte ad Adamo.
Nessun personaggio con questo nome.