Penitente · Purgatorio · IV cornice, accidiosi
Abate di San Zeno
Monaco veronese del tempo del Barbarossa: correndo fra gli accidiosi denuncia Alberto della Scala.
Detto anche: L'abate di San Zeno, Abate di San Zeno a Verona, Gherardo II
È l'unico accidioso che parli, e lo fa senza fermarsi, perché la schiera sconta la pigrizia correndo. Dice solo di essere stato abate di San Zeno a Verona sotto il Barbarossa (XVIII, vv. 118-120): forse Gherardo II, morto nel 1187, ma di lui non si sa nulla. Più che di sé parla del futuro del monastero: Alberto della Scala, ormai vicino alla morte, piangerà per avervi imposto come abate un figlio illegittimo e deforme nel corpo e nell'animo (vv. 121-126). L'accusa colpisce il padre di Cangrande, futuro protettore di Dante.