Arcivescovo Ruggieri
Arcivescovo ghibellino di Pisa che fece imprigionare e morire di fame Ugolino; il conte gli rode la nuca.
Detto anche: Ruggieri degli Ubaldini, Ruggeri degli Ubaldini, l'arcivescovo Ruggieri
Ruggieri degli Ubaldini, di una potente famiglia ghibellina del Mugello, era nipote del cardinale Ottaviano, che Dante mette tra gli eretici (Inferno X, v. 120). Arcivescovo di Pisa dal 1278, guidò la parte ghibellina della città. Nel 1288 si accordò con Ugolino per cacciare Nino Visconti; poi, con le famiglie Gualandi, Sismondi e Lanfranchi, gli aizzò contro il popolo, lo fece catturare e lo lasciò morire di fame nella torre con i figli. Per breve tempo fu lui stesso podestà. Morì nel 1295.
Nel poema non dice una parola: è il «fiero pasto» di Ugolino, che gli rode il cranio (XXXIII, vv. 1-3) e lo nomina al v. 14. I due sono nello stesso buco, tra Antenora e Tolomea, perché entrambi traditori: Ugolino della città, Ruggieri di chi si era fidato di lui. La giustizia divina fa così della vittima lo strumento della pena del suo carnefice.