Provenzano Salvani
Capo ghibellino di Siena, vincitore a Montaperti e ucciso a Colle nel 1269: salvato da un gesto di umiltà.
Detto anche: Provenzan Salvani
Nato intorno al 1220, Provenzano fu il capo dei ghibellini senesi e di fatto il padrone della città: ebbe parte decisiva nella vittoria di Montaperti (1260) e volle la distruzione di Firenze. Sconfitto dai fiorentini a Colle di Val d'Elsa nel giugno 1269, fu catturato e decapitato; la testa fu portata in giro sul campo in cima a una lancia.
Oderisi lo indica a Dante come prova di quanto duri poco la fama: allora tutta la Toscana ne parlava, ora a Siena se ne sussurra appena (XI, vv. 109-126). È tra i superbi perché pretese di avere in pugno l'intera città. Morto da poco, dovrebbe trovarsi ancora nell'Antipurgatorio: lo ha fatto salire un atto compiuto all'apice della gloria, quando si mise a chiedere l'elemosina nel Campo di Siena per riscattare un amico prigioniero di Carlo d'Angiò (vv. 133-138). Dante capirà presto, in esilio, che cosa significhi quel «tremar per ogne vena». Sua zia è Sapìa, che gioì della sua sconfitta (canto XIII).