Dannato · Inferno · VIII cerchio, ladri
Puccio Sciancato
Ladro fiorentino dei Galigai: è l'unico dei tre compagni a non subire alcuna trasformazione.
Detto anche: Puccio dei Galigai, Puccio Galigai
Puccio dei Galigai, detto «Sciancato» perché zoppo, apparteneva a una famiglia fiorentina di parte ghibellina ed ebbe fama di ladro. Dante lo riconosce alla fine del canto, mentre i dannati cercano di fuggire non visti (vv. 145-150): dei tre che erano arrivati insieme è il solo a restare com'era. I cinque ladri del canto sono tutti fiorentini, e da qui parte l'invettiva contro Firenze che apre il canto XXVI.