Bonagiunta Orbicciani
Poeta lucchese a cui Dante spiega il «dolce stil novo».
Detto anche: Bonagiunta, Bonagiunta Orbicciani degli Overardi, Bonagiunta da Lucca
Bonagiunta Orbicciani fu un notaio di Lucca, attivo intorno alla metà del Duecento e morto prima della fine del secolo. Come poeta appartiene ai cosiddetti siculo-toscani, che portarono in Toscana i modi della Scuola siciliana. In un sonetto rimproverò a Guido Guinizzelli di aver cambiato la maniera di scrivere d'amore rendendola oscura e troppo dotta: è quindi un rappresentante della vecchia scuola.
Sta tra i golosi della VI cornice, ridotti a una magrezza estrema dalla fame e dalla sete. Lo indica a Dante l'amico Forese Donati (Pur. XXIV, 19-20). Bonagiunta mormora il nome «Gentucca» e predice che una donna, allora ancora ragazza, gli farà amare Lucca (vv. 37-48): un cenno all'ospitalità che Dante vi troverà durante l'esilio. Poi gli chiede se sia lui l'autore di «Donne ch'avete intelletto d'amore» (vv. 49-51).
Dante risponde con la sua definizione di poetica: scrive quando Amore lo ispira e riporta fedelmente ciò che esso «ditta dentro» (vv. 52-54). Bonagiunta capisce allora quale «nodo» ha trattenuto lui, il Notaro (Giacomo da Lentini) e Guittone d'Arezzo al di qua del «dolce stil novo» (vv. 55-63). Da questi versi viene il nome della scuola poetica di Dante.