divina·commedia.it
Livello
Lingua
Purgatorio · Canto XXIV Liceo

Il «dolce stil novo»

vv. 49-57Ma dì s'i' veggio qui colui che foretrasse le nove rime, cominciando'Donne ch'avete intelletto d'amore'».E io a lui: «I' mi son un che, quandoAmor mi spira, noto, e a quel modoch'e' ditta dentro vo significando».«O frate, issa vegg'io», diss'elli, «il nodoche 'l Notaro e Guittone e me ritennedi qua dal dolce stil novo ch'i' odo!Leggi nel canto

Sempre tra i golosi, il poeta lucchese Bonagiunta Orbicciani si rivolge a Dante e gli chiede se è lui l'autore della canzone «Donne ch'avete intelletto d'amore». Dante risponde con una definizione della propria poesia: «I' mi son un che, quando / Amor mi spira, noto, e a quel modo / ch'e' ditta dentro vo significando».

Il poeta, cioè, scrive ascoltando l'amore che gli parla dentro e trascrive fedelmente ciò che sente. Bonagiunta capisce finalmente che cosa separava lui e i poeti della generazione precedente, come Giacomo da Lentini e Guittone d'Arezzo, dal «dolce stil novo» che ora sente.

È qui che nasce il nome con cui ancora oggi chiamiamo quel movimento poetico, di cui facevano parte Guinizzelli, Cavalcanti e il giovane Dante. Il canto è una piccola storia della poesia italiana delle origini, raccontata da uno dei suoi protagonisti.

Vai al canto: Purgatorio XXIV Tutti gli approfondimenti

Altre schede: Lingua