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Penitente · Antipurgatorio, morti per violenza

Buonconte da Montefeltro

Figlio di Guido, morto a Campaldino: un angelo e un diavolo si contendono la sua anima.

Detto anche: Bonconte da Montefeltro, Buonconte

Figlio di Guido da Montefeltro, Buonconte fu come il padre un capo ghibellino. L'11 giugno 1289 era tra i comandanti degli aretini a Campaldino, accanto al vescovo Guglielmino degli Ubertini, e morì nella battaglia: il suo corpo non fu ritrovato. Dall'altra parte, tra i cavalieri fiorentini, combatteva anche Dante.

È proprio Dante a chiedergli che fine abbia fatto il cadavere. Buonconte racconta (V, vv. 85-129) di essere arrivato ferito alla gola, a piedi, là dove l'Archiano sfocia nell'Arno; morì pronunciando il nome di Maria. Un angelo prese la sua anima, e il diavolo, rimasto a mani vuote per «una lagrimetta», si vendicò sul corpo scatenando un temporale: la piena lo trascinò in Arno e lo coprì di detriti.

Il confronto con il padre è d'obbligo: Guido, in Inferno XXVII, si pente male e viene strappato a san Francesco da un diavolo; al figlio basta un istante sincero. Nessuno prega per lui, nemmeno la moglie Giovanna (v. 89).