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Beata · Paradiso · cielo di Venere

Cunizza da Romano

Sorella del tiranno Ezzelino, famosa per i suoi amori, salva per la sua inclinazione all'amore volta al bene.

Detto anche: Cunizza

Cunizza da Romano (1198 circa – dopo il 1279) era sorella di Ezzelino III, il tiranno della Marca Trevigiana che Dante mette tra i violenti nel sangue bollente (Inferno XII). Ebbe una vita sentimentale movimentata: sposata per ragioni politiche a Rizzardo di San Bonifacio, signore di Verona, fuggì con il trovatore Sordello, ed ebbe poi altri amori e altri mariti. In vecchiaia visse a Firenze, in casa dei Cavalcanti, dove nel 1265 liberò i servi della sua famiglia: è possibile che Dante ne abbia sentito parlare da bambino.

Nel cielo di Venere si presenta da sé (IX, vv. 25-36): nacque sul colle di Romano, da cui scese la «facella» che devastò la regione, e fu vinta dall'influsso di questa stella. Ma non se ne rammarica: perdona a sé stessa la causa della propria sorte, cosa che ai vivi sembrerà strana. Poi profetizza le sciagure che colpiranno Padova, Treviso e Feltre (vv. 43-60).

Da ricordare: con Folco di Marsiglia e Raab mostra che l'inclinazione all'amore, rivolta a Dio, diventa merito. Lega tre canti: il fratello in Inferno XII, l'amante Sordello in Purgatorio VI-VIII.