Cunizza, una beata dalla vita scandalosa
vv. 32-36Cunizza fui chiamata, e qui refulgoperché mi vinse il lume d'esta stella;ma lietamente a me medesma indulgola cagion di mia sorte, e non mi noia;che parria forse forte al vostro vulgo.Leggi nel canto
Nel cielo di Venere parla Cunizza da Romano, sorella del feroce tiranno Ezzelino. Sposata per ragioni politiche al signore di Verona, fu rapita con il suo consenso dal trovatore Sordello, ebbe numerosi amanti e altri due mariti. Nella vecchiaia si stabilì a Firenze e si dedicò a opere di carità. Morì intorno al 1279, quando Dante era ancora un ragazzo.
La sua presenza in Paradiso fece scandalo tra i commentatori. Come può stare tra i beati una donna con una vita simile, mentre Francesca è all'Inferno? Cunizza stessa dice di perdonare con gioia a se stessa la causa del suo destino, cioè l'influsso di Venere che la rese così incline all'amore. E Folchetto aggiunge che in Paradiso non ci si pente, perché non si ricorda la colpa, ma solo la potenza divina che ha ordinato ogni cosa.
Accanto a lei c'è Folchetto di Marsiglia, trovatore diventato vescovo. Anche lui ha amato molto e si è convertito. Con queste anime Dante mostra che l'amore, anche quello umano e passionale, può diventare la strada verso Dio se trova la giusta direzione.