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Custode · Inferno · palude Stige

Flegiàs

Il traghettatore della palude, che porta i poeti fino alle mura di Dite.

Detto anche: Flegia, Flegias

Nel mito Flegiàs è il re dei Lapiti che, per vendicare la figlia Coronide sedotta da Apollo, diede fuoco al tempio del dio a Delfi. Virgilio lo colloca nel Tartaro, dove ammonisce le ombre a rispettare la giustizia e gli dèi (Eneide VI, 618-620). Il nome viene dal verbo greco che significa «bruciare».

Dante ne fa un demone, come già con Caronte, Minosse, Cerbero e Pluto, ma non lo descrive e non spiega quale sia il suo ufficio. Lo vediamo arrivare su una barca veloce come una freccia, gridando «Or se' giunta, anima fella!» (vv. 13-18); quando Virgilio gli dice che avrà i due poeti solo per il tempo della traversata, resta deluso e furioso (vv. 19-24). Li sbarca davanti alla porta di Dite (v. 81) e scompare: la difesa della città tocca ai diavoli.

Un uomo d'ira e di fuoco sta bene nella palude degli iracondi e sulla soglia della città dalle mura roventi. La sua barca rapidissima ha un corrispettivo opposto nel vascello dell'angelo nocchiero di Purgatorio II.