Guido da Montefeltro
Condottiero ghibellino ingannato da Bonifacio VIII con un'assoluzione anticipata.
Detto anche: Guido di Montefeltro, Guido montefeltrano, conte Guido
Conte di Montefeltro, nato intorno al 1220, fu il più abile capo militare dei ghibellini di Romagna: nel 1282 a Forlì distrusse un esercito francese mandato dal papa. Nel 1296 si riconciliò con la Chiesa ed entrò tra i francescani; morì nel 1298, secondo la tradizione ad Assisi. Nel «Convivio» (IV, XXVIII, 8) Dante lo aveva lodato come esempio di uomo che in vecchiaia torna a Dio.
Nell'Inferno il giudizio si capovolge. Guido parla da dentro una fiamma, convinto che Dante non tornerà tra i vivi (vv. 61-66). Le sue opere furono «di volpe» (v. 75). Fattosi «cordigliero», cioè frate con il cordone, credeva di essersi salvato; ma Bonifacio VIII, in guerra con i Colonna, gli chiese come prendere Palestrina e lo assolse in anticipo. Il consiglio fu: «lunga promessa con l'attender corto» (v. 110), cioè promettere molto e non mantenere.
Alla morte san Francesco viene a prenderlo, ma un diavolo «loico» lo reclama: non si può essere assolti senza pentirsi, né pentirsi di un peccato che si sta per commettere (vv. 112-123). L'episodio colpisce soprattutto Bonifacio VIII. Va confrontato con Purgatorio V, dove il figlio Bonconte si salva con un pentimento vero all'ultimo istante.