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Penitente · Purgatorio · VII cornice, lussuriosi

Guido Guinizzelli

Padre dello Stilnovo, chiamato da Dante «padre mio e de li altri miei miglior».

Detto anche: Guido Guinizelli, Guinizelli, Guinizzelli

Bolognese, nato intorno al 1235, Guinizzelli era giudice. La sua famiglia stava con i Lambertazzi, ghibellini, e quando questi furono cacciati nel 1274 andò in esilio a Monselice, dove morì nel 1276. Partito dalla maniera di Guittone d'Arezzo, se ne staccò: con la canzone «Al cor gentile rempaira sempre amore» legò l'amore alla nobiltà d'animo e aprì la strada allo Stilnovo.

Cammina dentro il fuoco della settima cornice, fra i lussuriosi che peccarono secondo natura ma senza misura, e si purifica già perché si pentì prima della fine (XXVI, vv. 92-93). Appena sente il nome, Dante lo chiama padre suo e di tutti i migliori poeti d'amore (vv. 97-99) e dichiara che i suoi «dolci detti» resteranno cari quanto durerà l'uso del volgare (vv. 112-114).

Guido devia la lode: indica Arnaut Daniel come «miglior fabbro del parlar materno» e liquida la fama di Guittone come opinione di chi segue la voce comune (vv. 115-126). Poi sparisce nel fuoco come un pesce nell'acqua. Con Bonagiunta (canto XXIV) è l'episodio chiave per la storia letteraria tracciata da Dante.