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Dannato · Inferno · VIII cerchio, seminatori di discordia

Maometto

Il fondatore dell'Islam, che Dante considera autore di uno scisma: è squarciato dal mento al ventre.

Detto anche: Muhammad, Mohammed

Maometto (La Mecca, 570 circa – Medina, 632) è il profeta e fondatore dell'Islam, la religione monoteista che predicò in un'Arabia ancora in gran parte politeista. Il Medioevo cristiano lo conosceva attraverso leggende ostili: lo si credeva istruito da un monaco eretico, o addirittura un ecclesiastico ribelle, e si vedeva nell'Islam una divisione nata dentro il cristianesimo. Per questo Dante lo mette tra i «seminator di scandalo e di scisma» (v. 35) e non tra gli eretici o i pagani.

Un diavolo armato di spada taglia i dannati della nona bolgia, e le ferite si richiudono durante il giro per essere riaperte: chi ha diviso è diviso nel corpo. Maometto è spaccato dal mento all'inguine, con le viscere che pendono, descritto con un linguaggio volutamente crudo (vv. 22-31). Si mostra da sé, indica Alì che lo precede e affida a Dante un avvertimento per fra Dolcino, il capo degli Apostolici assediato sui monti del Novarese (vv. 55-60).