San Bonaventura
Francescano: tesse l'elogio di san Domenico, in parallelo con Tommaso.
Detto anche: Bonaventura da Bagnoregio, Doctor Seraphicus, Giovanni Fidanza
Giovanni Fidanza nacque a Bagnoregio, presso Viterbo, intorno al 1217-1221; prese il nome di Bonaventura entrando tra i francescani. Studiò e insegnò teologia a Parigi negli stessi anni di Tommaso. Dal 1257 fu ministro generale dell'ordine, che governò cercando un equilibrio tra chi voleva la povertà assoluta e chi una regola più larga; nel 1273 divenne cardinale e morì nel 1274 a Lione, durante il concilio. Scrisse la «Legenda maior», biografia ufficiale di san Francesco, e l'«Itinerarium mentis in Deum». È il «Doctor Seraphicus»: la sua teologia unisce il ragionamento alla tradizione mistica di Agostino e dei Vittorini.
È la voce della seconda corona, che circonda la prima. Per cortesia verso Tommaso, lui francescano racconta la vita di san Domenico (vv. 31-105), poi denuncia la decadenza del proprio ordine, diviso tra chi stringe e chi allenta la regola (vv. 112-126). Si nomina solo alla fine, ai vv. 127-129: nei grandi incarichi mise sempre in secondo piano la «sinistra cura», le preoccupazioni mondane.
Presenta quindi gli undici compagni (vv. 130-141). L'ultimo è Gioacchino da Fiore, di cui in vita aveva combattuto i seguaci: lo stesso gesto di Tommaso con Sigieri.
Approfondimenti
Par. XI · PersonaggiSan Francesco sposa la Povertà
San Tommaso racconta la vita di Francesco come un matrimonio con la Povertà, sposa abbandonata dopo Cristo.
Par. XII · StoriaDomenico e Gioacchino da Fiore
Accanto all'elogio di san Domenico, Dante colloca in Paradiso Gioacchino da Fiore, le cui idee erano state condannate.