Arnaut Daniel
Trovatore provenzale, «miglior fabbro del parlar materno»: risponde in provenzale.
Detto anche: Arnaldo Daniello, Arnaut Daniel de Ribérac
Trovatore originario di Ribérac, nel Périgord, attivo fra il 1180 e il 1210 circa. Restano diciotto suoi componimenti, di tecnica difficilissima: rime rare, parole aspre, schemi sempre diversi. Inventò la sestina, che Dante imitò nelle rime «petrose», e nel De vulgari eloquentia è citato come modello dei poeti d'amore. Anche Petrarca lo metterà al primo posto fra i provenzali.
Guinizzelli lo addita come il migliore di tutti, superiore a Giraut de Bornelh, «quel di Lemosì», che gli sciocchi gli preferiscono (XXVI, vv. 115-120). Pregato da Dante, Arnaut risponde con otto versi in provenzale (vv. 140-147): «Ieu sui Arnaut, que plor e vau cantan». Piange la follia passata, guarda con gioia alla felicità che lo attende e chiede di essere ricordato; poi si nasconde nel fuoco che purifica.
È il solo discorso del poema in un altro volgare, omaggio alla lingua della lirica d'amore. Colpisce che il maestro dello stile oscuro parli qui in modo semplice e umile.
Approfondimenti
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