Bertran de Born e la poesia della guerra
vv. 139-142Perch'io parti' così giunte persone,partito porto il mio cerebro, lasso!,dal suo principio ch'è in questo troncone.Così s'osserva in me lo contrapasso».Leggi nel canto
Il canto dei seminatori di discordia si apre con un elenco di battaglie sanguinose e si chiude con un'immagine terribile: un uomo senza testa che regge il proprio capo per i capelli, come una lanterna. È Bertran de Born, trovatore provenzale del XII secolo, accusato di aver messo il giovane re Enrico contro suo padre, il re d'Inghilterra.
Il suo contrappasso è spiegato da lui stesso: ha diviso persone unite, padre e figlio, e ora porta il cervello separato dal corpo. È qui che compare, per la prima e unica volta nel poema, la parola «contrapasso».
Bertran era famoso come poeta della guerra: nei suoi versi celebrava gli scontri, le ferite, il sangue. Dante lo ammirava come artista, ma lo condanna come uomo. È il primo di tre trovatori nella Commedia: Arnaut Daniel nel Purgatorio e Folchetto di Marsiglia nel Paradiso. Attraverso di loro Dante prende le distanze dalla poesia guerresca e propone un nuovo ideale di poesia.