Ugo Capeto
Capostipite dei re di Francia: denuncia l'avidità della sua dinastia.
Detto anche: Hugues Capet, Ugo Ciappetta
Ugo Capeto, nato intorno al 940, era figlio di Ugo il Grande, duca dei Franchi e conte di Parigi, a cui succedette nel 956. Nel 987, morto senza eredi l'ultimo carolingio Luigi V, i grandi del regno lo elessero re preferendolo a Carlo di Lorena; nello stesso anno fece incoronare il figlio Roberto. Morì nel 996. Da lui discendono i re di Francia fino ai tempi di Dante.
Fra gli avari, si definisce radice della «mala pianta» che fa ombra a tutta la cristianità (XX, vv. 43-45) e dice il suo nome: «Ugo Ciappetta» (v. 49). Dante accoglie la leggenda che lo voleva figlio di un macellaio di Parigi (v. 52) e confonde in parte la sua figura con quella del padre. Segue l'atto d'accusa contro i discendenti: Carlo d'Angiò, che fece morire Corradino; Carlo di Valois, mandato a Firenze nel 1301; Carlo II, che vendette la figlia (vv. 67-84).
Il culmine è Filippo il Bello: l'oltraggio di Anagni a Bonifacio VIII, in cui Cristo stesso è di nuovo catturato, e l'assalto ai Templari, opera del «novo Pilato» (vv. 86-93). Dante detesta Bonifacio, ma difende la dignità del papato.
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