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Inferno · Canto XXXIII, vv. 73-75

«Poscia, più che 'l dolor, poté 'l digiuno»

già cieco, a brancolar sovra ciascuno,e due dì li chiamai, poi che fur morti.Poscia, più che 'l dolor, poté 'l digiuno».Inferno, canto XXXIII, vv. 73-75

Che cosa significa

È l'ultimo verso del racconto di Ugolino, morto di fame nella torre con i figli. Il senso è discusso: la fame vinse la vita, oppure lo spinse a cibarsi dei figli.

Parafrasi

per cui incominciai, ormai cieco, a brancolare sopra ciascuno di loro, e li chiamai per due giorni, dopo che furono morti: poi, più del dolore, ebbe potere su me il digiuno ".

Come lo usiamo oggi

Si cita come esempio di ambiguità poetica e di una delle pagine più tragiche della letteratura.

Leggi il verso nel canto

Approfondimento · Critica

Ugolino, un sacrificio rifiutato

Secondo alcuni critici l'episodio di Ugolino rovescia il sacrificio di Cristo: un'offerta d'amore che il padre non sa accogliere.

Altri versi famosi del Inferno

Inf. I

«Nel mezzo del cammin di nostra vita»

Inf. I

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Inf. III

«Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate»

Inf. III

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