San Tommaso d'Aquino
Teologo domenicano: tesse l'elogio di san Francesco.
Detto anche: Doctor Angelicus, Thomas d'Aquino, Tommaso d'Aquino, l'Aquinate
Nato verso il 1225 a Roccasecca, nella contea di Aquino, studiò a Napoli e lì, nel 1244, entrò tra i domenicani contro il volere della famiglia. Fu allievo di Alberto Magno a Parigi e a Colonia, poi maestro di teologia a Parigi in due periodi (1256-1259 e 1269-1272), quando polemizzò con gli averroisti come Sigieri di Brabante. Morì nel 1274 nell'abbazia di Fossanova, mentre andava al concilio di Lione. Con la «Summa theologiae» diede al pensiero cristiano un'ossatura aristotelica: per questo è il «Doctor Angelicus» e una delle fonti principali di Dante.
Nel cielo del Sole è la voce della prima corona di dodici spiriti sapienti. Si presenta come agnello del gregge di Domenico e si nomina dopo il maestro: «io Thomas d'Aquino» (vv. 94-99); poi indica gli altri undici, fino a Sigieri, l'avversario di un tempo. Nel canto XI lui, domenicano, racconta la vita di san Francesco e rimprovera il proprio ordine; a ruoli scambiati farà lo stesso il francescano Bonaventura.
Nel canto XIII chiarisce in che senso Salomone non ebbe pari in sapienza e chiude con un invito alla prudenza nei giudizi (vv. 112-142). Parola chiave: concordia tra gli ordini e tra le scuole.