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Inferno · Canto XX Liceo

Un paesaggio d'Italia nell'Inferno

vv. 61-66Suso in Italia bella giace un laco,a piè de l'Alpe che serra Lamagnasovra Tiralli, c'ha nome Benaco.Per mille fonti, credo, e più si bagnatra Garda e Val Camonica e Penninode l'acqua che nel detto laco stagna.Leggi nel canto

Tra gli indovini, che camminano con la testa girata all'indietro, Virgilio indica la maga Manto e racconta l'origine della sua città, Mantova. È una digressione lunga e sorprendente: in mezzo alla quarta bolgia compare un paesaggio luminoso, il lago di Garda ai piedi delle Alpi, le acque che diventano il Mincio e scendono fino alla palude dove sorse la città.

Non è l'unica volta. Dante, che nell'esilio conobbe bene l'Italia, inserisce spesso nell'Inferno descrizioni precise di luoghi reali: il Bulicame di Viterbo, le paludi della Maremma, la frana dei Lavini di Marco vicino a Trento, le acque del Casentino. Sono paesaggi familiari ai lettori, che rendono concreto un mondo immaginario.

Qui il paesaggio ha anche un significato affettivo: è un omaggio a Virgilio e alle sue origini. Virgilio corregge la leggenda che legava Mantova alla magia e la riporta a una fondazione umana, quasi a proteggere la sua patria e la propria fama di poeta, che nel Medioevo era anche fama di mago.

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