divina·commedia.it
Livello
Struttura
Inferno · Canto XVI Liceo

Cortesia e valore: le simmetrie dei canti XVI

vv. 67-72cortesia e valor dì se dimorane la nostra città sì come suole,o se del tutto se n'è gita fora;ché Guiglielmo Borsiere, il qual si duolecon noi per poco e va là coi compagni,assai ne cruccia con le sue parole».Leggi nel canto

Tre nobili fiorentini, sodomiti come Brunetto, girano in tondo sotto la pioggia di fuoco: Guido Guerra, Tegghiaio Aldobrandi e Iacopo Rusticucci. Chiedono a Dante se a Firenze dimorino ancora «cortesia e valor», le virtù civili della generazione precedente. Dante risponde con amarezza: la gente nuova e i guadagni rapidi hanno generato superbia ed eccessi.

Questa domanda crea un legame con gli altri due canti XVI. Nel Purgatorio, Marco Lombardo spiega che il mondo è corrotto perché ha perso la cortesia, e che la colpa non è delle stelle ma degli uomini. Nel Paradiso, Cacciaguida descrive la Firenze antica, sobria e onesta, e la confronta con quella attuale.

È una simmetria meno evidente di quella dei canti VI, ma significativa: per tre volte, alla stessa altezza di ogni cantica, Dante si interroga sulla decadenza dei costumi e sulla perdita dei valori che rendono possibile una buona vita civile.

Vai al canto: Inferno XVI Tutti gli approfondimenti

Altre schede: Struttura