Due laghi alla fine di due regni
vv. 22-24Per ch'io mi volsi, e vidimi davantee sotto i piedi un lago che per geloavea di vetro e non d'acqua sembiante.Leggi nel canto
Nell'ultimo cerchio i traditori sono imprigionati nel Cocito, un lago ghiacciato che sembra di vetro. È il punto più lontano da Dio, e il freddo rappresenta l'assenza di amore: il tradimento è il peccato che spegne ogni legame tra le persone.
Gli ultimi canti dell'Inferno e del Paradiso sono costruiti in modo simmetrico. Alla fine di entrambi i viaggi c'è un lago: in basso il ghiaccio del Cocito, prodotto dal male; in alto il lago di luce in cui si specchiano tutti i beati, creato dalla bontà di Dio. E in entrambe le cantiche il canto XXXII è una rassegna di nomi e di volti: i traditori qui, i beati della rosa là.
I legami continuano: il canto XXXII dell'Inferno si chiude con l'incontro con Ugolino, e il XXXIII si apre con il suo racconto; nel Paradiso il XXXII si chiude con san Bernardo pronto a pregare la Vergine, e il XXXIII si apre con la preghiera. In entrambi i casi l'ultimo canto parla di qualcosa che è quasi impossibile da raccontare.