La valletta dei principi
vv. 73-81Oro e argento fine, cocco e biacca,indaco, legno lucido e sereno,fresco smeraldo in l'ora che si fiacca,da l'erba e da li fior, dentr'a quel senoposti, ciascun saria di color vinto,come dal suo maggiore è vinto il meno.Non avea pur natura ivi dipinto,ma di soavità di mille odorivi facea uno incognito e indistinto.Leggi nel canto
Al tramonto Sordello conduce Dante e Virgilio in una piccola valle nascosta nel fianco del monte. Il prato è più colorato di qualunque materiale prezioso: oro e argento, cocciniglia e biacca, indaco, smeraldo appena spaccato. I fiori mandano un profumo mai sentito, fatto di mille odori. Qui siedono, cantando il Salve Regina, i principi negligenti.
Sono re e signori che, presi dagli affari del governo, hanno trascurato la salvezza dell'anima. Dante li presenta in coppie di ex nemici, ora riconciliati: Rodolfo d'Asburgo accanto a Ottocaro di Boemia, Carlo d'Angiò accanto a Pietro d'Aragona. Le guerre che hanno combattuto in vita qui non contano più.
La valletta è una specie di anticipo del Paradiso terrestre, con cui condivide il prato fiorito. Ma è anche uno spazio di pericolo: di notte vi entra un serpente, scacciato da due angeli. Il contrasto tra la bellezza del luogo e la fragilità delle anime prepara la scena liturgica del canto successivo.