Bonifacio VIII
Benedetto Caetani, papa dal 1294 al 1303 e grande nemico di Dante: Niccolò III lo aspetta nella buca dei simoniaci.
Detto anche: Bonifazio, Benedetto Caetani, Bonifacio ottavo
Benedetto Caetani, di Anagni, fu eletto papa alla fine del 1294, dopo la rinuncia di Celestino V, e morì nell'ottobre 1303. Giurista energico, sostenne la superiorità del papa su ogni potere terreno e si scontrò con i Colonna e con il re di Francia Filippo il Bello. Intervenne anche a Firenze, appoggiando i Neri: Dante era a Roma come ambasciatore del comune quando, nel novembre 1301, Carlo di Valois entrò in città e aprì la strada alle condanne dei Bianchi. Per questo il poeta lo ritiene il primo responsabile del proprio esilio.
Nel 1300 è vivo, quindi non può essere tra i dannati; ma Niccolò III scambia Dante per lui e si stupisce che sia arrivato in anticipo (vv. 52-54). Lo accusa di aver preso «a 'nganno» la Chiesa, la «bella donna», per poi farne strazio (vv. 55-57): è la voce secondo cui avrebbe spinto con l'astuzia Celestino a dimettersi.
È il bersaglio più costante del poema: torna nel racconto di Guido da Montefeltro (Inferno XXVII), nell'invettiva di san Pietro (Paradiso XXVII) e nelle ultime parole di Beatrice (Paradiso XXX).
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