Malacoda
Capo dei Malebranche: indica ai poeti una strada sicura, ma mente sul ponte crollato.
Detto anche: Malebranche
Malacoda non viene dalla storia né dal mito: è un diavolo inventato da Dante, capo dei Malebranche, i demoni che sorvegliano la quinta bolgia. Qui i barattieri, cioè chi ha venduto per denaro i favori del proprio ufficio pubblico, stanno immersi nella pece bollente, e i diavoli li uncinano se affiorano.
Quando i Malebranche si avventano su Virgilio, è Malacoda a farsi avanti per trattare (Inf. XXI, 76-87). Saputo che il viaggio è voluto da Dio, lascia cadere l'uncino e ferma i suoi. Poi dà un'informazione mezza vera e mezza falsa: il ponte sulla sesta bolgia è crollato, ed è vero, ma poco più avanti ce ne sarebbe un altro intatto, ed è una bugia (vv. 106-111). Ai poeti assegna una scorta di dieci diavoli comandata da Barbariccia (vv. 115-126). L'inganno viene scoperto solo nella bolgia seguente, quando frate Catalano spiega che tutti i ponti sono rotti e ricorda che il diavolo è «bugiardo, e padre di menzogna» (Inf. XXIII, 133-144).
Dato utile: spiegando il crollo, Malacoda dice che è avvenuto 1266 anni prima, più un giorno meno cinque ore (Inf. XXI, 112-114). Il riferimento è al terremoto per la morte di Cristo, e permette di datare il viaggio di Dante al 1300.
Dove compare
Nei versi
Approfondimenti
Inf. XXI · LinguaDieci diavoli con un nome
Nei canti dei Malebranche Dante usa la lingua e i modi del teatro comico popolare per rappresentare la corruzione politica.
Inf. XXIII · PersonaggiVirgilio come una madre
Nei canti dei Malebranche Virgilio sbaglia e si spaventa, e proprio per questo il suo legame con Dante diventa più umano.