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Inferno · Canto XIII Liceo

Pier delle Vigne, ministro e poeta

vv. 58-63Io son colui che tenni ambo le chiavidel cor di Federigo, e che le volsi,serrando e diserrando, sì soavi,che dal secreto suo quasi ogn'uom tolsi:fede portai al glorioso offizio,tanto ch'i' ne perde' li sonni e ' polsi.Leggi nel canto

Nella selva dei suicidi Dante spezza un ramo e il tronco sanguina e parla: è Pier delle Vigne. Nato a Capua intorno al 1190 e formato a Bologna, divenne il più potente funzionario dell'imperatore Federico II, tanto da dire di sé: «Io son colui che tenni ambo le chiavi / del cor di Federigo».

Era anche un raffinato scrittore e un poeta della Scuola siciliana, la prima esperienza di poesia in volgare italiano. Dante gli dà un linguaggio elegante, pieno di figure retoriche, come se il personaggio parlasse con lo stile della sua cancelleria.

Nel 1249 Pier fu arrestato, accecato e imprigionato con l'accusa di tradimento. Si uccise poco dopo. Dante lo considera innocente, vittima dell'invidia dei cortigiani, e gli fa giurare di non aver mai tradito il suo signore. Il suo destino somigliava a quello di Dante: un uomo leale rovinato da una falsa accusa.

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