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Paradiso · Canto XXV Base

Il sogno del ritorno

vv. 1-9Se mai continga che 'l poema sacroal quale ha posto mano e cielo e terra,sì che m'ha fatto per molti anni macro,vinca la crudeltà che fuor mi serradel bello ovile ov'io dormi' agnello,nimico ai lupi che li danno guerra;con altra voce omai, con altro velloritornerò poeta, e in sul fontedel mio battesmo prenderò 'l cappello;Leggi nel canto

Il canto XXV si apre con una delle confessioni più commoventi di Dante. Se mai accadrà che il «poema sacro», a cui hanno messo mano cielo e terra e che lo ha fatto dimagrire per tanti anni, vinca la crudeltà che lo tiene fuori da Firenze, allora tornerà nella sua città con un'altra voce e un'altra veste.

Dante immagina di prendere la corona di poeta nel battistero di San Giovanni, dove era stato battezzato. Lì era entrato nella fede, e lì vorrebbe essere incoronato, proprio dopo che san Pietro ha approvato la sua fede.

È la prima volta che chiama il suo poema «sacro». Il sogno non si realizzò mai: Dante morì in esilio a Ravenna nel 1321. Firenze gli offrì il ritorno a condizioni umilianti, che lui rifiutò. Il desiderio di rientrare in patria con onore è uno dei fili più dolorosi della sua vita.

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