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Purgatorio · Canto XVII Liceo

Gli appelli al lettore

vv. 1-9Ricorditi, lettor, se mai ne l'alpeti colse nebbia per la qual vedessinon altrimenti che per pelle talpe,come, quando i vapori umidi e spessia diradar cominciansi, la speradel sol debilemente entra per essi;e fia la tua imagine leggerain giugnere a veder com'io rividilo sole in pria, che già nel corcar era.Leggi nel canto

Il canto XVII si apre con un'invocazione: «Ricorditi, lettor». Dante chiede al lettore di ricordare quando, in montagna, è stato sorpreso dalla nebbia e ha visto il sole riapparire debolmente. Solo così potrà immaginare la sua uscita dal fumo degli iracondi.

Il critico tedesco Erich Auerbach ha studiato questi appelli al lettore, che nella Commedia sono una ventina. Ha osservato che riprendono le forme dell'apostrofe classica e della preghiera, ma sono una novità assoluta. Nessun poeta prima di Dante si era rivolto al lettore in questo modo in un grande poema in volgare.

Secondo Auerbach il loro tono è simile a quello dei profeti biblici verso i loro ascoltatori: Dante parla con l'autorità di chi ha ricevuto una missione, ma anche con l'affetto di chi vuole che il lettore lo segua fino alla fine. Il lettore diventa così un compagno di viaggio, chiamato a partecipare all'esperienza.

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