La femmina balba
vv. 7-15mi venne in sogno una femmina balba,ne li occhi guercia, e sovra i piè distorta,con le man monche, e di colore scialba.Io la mirava; e come 'l sol confortale fredde membra che la notte aggrava,così lo sguardo mio le facea scortala lingua, e poscia tutta la drizzavain poco d'ora, e lo smarrito volto,com' amor vuol, così le colorava.Leggi nel canto
Poco prima dell'alba Dante sogna una donna balbuziente, con gli occhi storti, i piedi deformi, le mani monche e il colore pallido. Mentre la guarda, il suo sguardo la trasforma: la donna si raddrizza, si colora e comincia a cantare con una voce irresistibile. Dice di essere la sirena che fece deviare Ulisse dal suo cammino.
Una donna santa arriva e chiama Virgilio, che strappa la veste alla sirena e mostra il suo ventre: il fetore sveglia Dante. La sirena rappresenta i beni terreni che i peccatori delle ultime tre cornici hanno amato troppo: ricchezza, cibo, piacere. In sé sono brutti; è il nostro desiderio che li rende belli.
Il sogno mostra un'idea profonda: l'oggetto del desiderio non è attraente per natura, ma lo diventa perché lo guardiamo con passione. Chi lo guarda con lucidità ne scopre la vera natura. Subito dopo Dante entra nella cornice degli avari, dove incontra papa Adriano V.