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Purgatorio · Canto IX Liceo

La porta e i tre gradini

vv. 94-102Là ne venimmo; e lo scaglion primaiobianco marmo era sì pulito e terso,ch'io mi specchiai in esso qual io paio.Era il secondo tinto più che perso,d'una petrina ruvida e arsiccia,crepata per lo lungo e per traverso.Lo terzo, che di sopra s'ammassiccia,porfido mi parea, sì fiammeggiante,come sangue che fuor di vena spiccia.Leggi nel canto

Dopo un sogno in cui un'aquila d'oro lo rapisce fino alla sfera del fuoco, Dante si sveglia davanti alla porta del Purgatorio vero e proprio. Vi si arriva salendo tre gradini di colori diversi, e sulla soglia siede un angelo con una spada sguainata e una veste del colore della cenere.

Ogni elemento ha un significato legato al sacramento della confessione. Il primo gradino è di marmo bianco, così lucido che ci si specchia: è l'esame di coscienza. Il secondo è scuro, ruvido e spaccato: è il dolore per il peccato. Il terzo è di porfido rosso fiammeggiante come sangue: è la penitenza, sostenuta dall'amore. L'angelo incide sette P sulla fronte di Dante, una per ogni peccato capitale, che verranno cancellate a ogni cornice.

L'angelo apre con due chiavi ricevute da san Pietro, una d'oro e una d'argento: l'autorità di assolvere e la sapienza necessaria per giudicare. La porta si apre con un rumore fortissimo, come se fosse rimasta chiusa a lungo, perché pochi la varcano.

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