Il Limbo: un nobile castello per i grandi pagani
vv. 106-111Venimmo al piè d'un nobile castello,sette volte cerchiato d'alte mura,difeso intorno d'un bel fiumicello.Questo passammo come terra dura;per sette porte intrai con questi savi:giugnemmo in prato di fresca verdura.Leggi nel canto
Nel primo cerchio stanno le anime di chi non ha peccato ma non ha ricevuto il battesimo: i bambini morti piccoli e gli adulti vissuti prima di Cristo o lontano dalla fede. Non soffrono pene fisiche; la loro unica pena è desiderare Dio senza speranza di vederlo. Virgilio stesso è uno di loro.
La teologia del tempo parlava di un limbo per i bambini non battezzati. La grande novità di Dante è aver messo nello stesso luogo i saggi, i poeti e gli eroi dell'antichità, raccolti in un «nobile castello» circondato da sette mura e da un bel fiumicello, illuminato da una luce che vince le tenebre. Lì Dante incontra Omero, Orazio, Ovidio e Lucano, e viene accolto come «sesto tra cotanto senno».
Tra gli «spiriti magni» ci sono filosofi e scienziati, tra cui l'arabo Averroè, «che 'l gran comento feo», cioè il grande commento ad Aristotele. Il castello mostra quanto Dante ammirasse la cultura antica: la ragione umana ha prodotto cose grandissime, ma da sola non basta per la salvezza.