Il Veglio di Creta
vv. 103-111Dentro dal monte sta dritto un gran veglio,che tien volte le spalle inver' Dammiatae Roma guarda come suo speglio.La sua testa è di fin oro formata,e puro argento son le braccia e 'l petto,poi è di rame infino a la forcata;da indi in giuso è tutto ferro eletto,salvo che 'l destro piede è terra cotta;e sta 'n su quel più che 'n su l'altro, eretto.Leggi nel canto
Virgilio spiega l'origine dei fiumi infernali. Dentro il monte Ida, a Creta, sta in piedi un'enorme statua, il Veglio. Ha la testa d'oro, le braccia e il petto d'argento, il ventre di rame, le gambe di ferro e un piede di terracotta, su cui poggia più che sull'altro. Ogni parte tranne l'oro è spaccata, e dalle fessure scendono lacrime che scavano la roccia e formano i fiumi dell'Inferno.
L'immagine viene dalla Bibbia: nel libro di Daniele il re Nabucodonosor sogna una statua fatta degli stessi metalli, distrutta da una pietra che la colpisce ai piedi di argilla. Le parti rappresentano le età dell'umanità, dall'età dell'oro in poi, sempre più corrotte.
Dante aggiunge le lacrime: la sofferenza accumulata dall'umanità nella storia diventa l'acqua che alimenta Acheronte, Stige, Flegetonte e Cocito. Il dolore del mondo e il dolore dell'Inferno hanno la stessa origine.