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Inferno · Canto XXII Base

I delfini amici dei marinai

vv. 19-24Come i dalfini, quando fanno segnoa' marinar con l'arco de la schiena,che s'argomentin di campar lor legno,talor così, ad alleggiar la pena,mostrav'alcun de' peccatori il dossoe nascondea in men che non balena.Leggi nel canto

Il canto XXII è pieno di similitudini con gli animali: i barattieri che affiorano dalla pece sono paragonati a ranocchi, a lontre, a un'anatra che sfugge al falco. La prima immagine però è la più curiosa. I dannati che mostrano la schiena per un attimo e poi si rituffano somigliano ai delfini, che inarcando il dorso fuori dall'acqua avvertono i marinai dell'arrivo di una tempesta.

Era una credenza diffusa nel Medioevo, raccolta nei bestiari, i libri che descrivevano gli animali e il loro significato morale. Secondo questa tradizione i delfini, amici degli uomini, nuotavano vicino alle navi per segnalare il pericolo e permettere ai naviganti di mettersi in salvo.

Curiosamente, l'osservazione moderna ha confermato che i delfini hanno spesso comportamenti amichevoli verso l'uomo, e in alcuni casi documentati hanno aiutato nuotatori in difficoltà. Dante usa questa immagine luminosa per descrivere qualcosa di grottesco: un effetto di contrasto tipico di questi canti.

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