Come nasce l'anima
vv. 67-75Apri a la verità che viene il petto;e sappi che, sì tosto come al fetol'articular del cerebro è perfetto,lo motor primo a lui si volge lietosovra tant'arte di natura, e spiraspirito novo, di vertù repleto,che ciò che trova attivo quivi, tirain sua sustanzia, e fassi un'alma sola,che vive e sente e sé in sé rigira.Leggi nel canto
Dante si chiede come possano dimagrire le anime dei golosi, che non hanno bisogno di mangiare. Per rispondere, Stazio fa una lunga lezione su come nasce l'essere umano e su che cosa accade dopo la morte.
Spiega che il corpo si forma nel grembo materno passando per stadi successivi, prima simile a una pianta, poi a un animale. Quando il cervello è completo, Dio stesso infonde l'anima razionale, che unisce in sé le funzioni vegetative e sensitive e diventa «un'alma sola, / che vive e sente e sé in sé rigira», cioè capace di riflettere su se stessa.
Dopo la morte, l'anima conserva le sue facoltà e, giunta nell'aldilà, forma intorno a sé un corpo d'aria, come l'arcobaleno si forma nell'aria umida. Questo corpo d'aria rispecchia i sentimenti, e per questo le anime possono piangere, ridere e dimagrire. È la risposta di Dante a una domanda che il lettore si fa dall'inizio del poema.