Non giudicare troppo in fretta
vv. 112-120E questo ti sia sempre piombo a' piedi,per farti mover lento com'uom lassoe al sì e al no che tu non vedi:ché quelli è tra li stolti bene a basso,che sanza distinzione afferma e negane l'un così come ne l'altro passo;perch'elli 'ncontra che più volte piegal'oppinion corrente in falsa parte,e poi l'affetto l'intelletto lega.Leggi nel canto
San Tommaso spiega in che senso il re Salomone sia stato il più sapiente degli uomini: era il più saggio tra i re, non tra tutti gli esseri. Dalla spiegazione ricava una lezione generale sul modo di ragionare.
Bisogna muoversi lentamente, «come uom lasso», prima di dire sì o no su una questione che non si capisce bene. Chi giudica troppo in fretta è il più stolto di tutti, perché l'opinione affrettata trascina l'intelletto in una direzione sbagliata e l'affetto lo lega a quella posizione. Molti filosofi antichi sbagliarono per questo motivo.
Tommaso conclude con un avvertimento sui giudizi morali: nessuno pensi di conoscere la sorte eterna di una persona vedendola rubare o offrire doni in chiesa. L'uno può salvarsi, l'altro dannarsi. Nel cielo del Sole, il cielo della sapienza, la lezione più importante è un invito all'umiltà intellettuale.