«Come sa di sale lo pane altrui»
vv. 55-60Tu lascerai ogne cosa dilettapiù caramente; e questo è quello straleche l'arco de lo essilio pria saetta.Tu proverai sì come sa di salelo pane altrui, e come è duro callelo scendere e 'l salir per l'altrui scale.Leggi nel canto
Nel canto XVII Dante chiede finalmente a Cacciaguida di spiegargli le profezie oscure che ha sentito durante il viaggio. Farinata, Brunetto Latini, Vanni Fucci, Corrado Malaspina, Oderisi gli avevano fatto capire che lo attendeva un destino doloroso. Ora Cacciaguida glielo annuncia chiaramente: sarà esiliato da Firenze.
«Tu lascerai ogne cosa diletta / più caramente». Proverà quanto è amaro il pane degli altri, e quanto è duro salire e scendere le scale di case che non sono la sua. Peserà su di lui anche la compagnia malvagia degli altri esuli, da cui alla fine si separerà, facendo «parte per se stesso».
Cacciaguida però gli affida anche una missione: dovrà raccontare tutto ciò che ha visto, senza paura di offendere i potenti. Il suo grido sarà come il vento che colpisce le cime più alte. L'esilio diventa così il prezzo di una vocazione: è il momento in cui Dante si riconosce poeta e profeta.