Una frase scritta con le anime
vv. 91-93'DILIGITE IUSTITIAM', primaifur verbo e nome di tutto 'l dipinto;'QUI IUDICATIS TERRAM', fur sezzai.Leggi nel canto
Nel cielo di Giove, il cielo dei giusti, le anime si dispongono in volo come uccelli che si alzano da un fiume e formano delle lettere luminose. Una dopo l'altra compongono trentacinque lettere, che Dante legge come un messaggio: «Diligite iustitiam qui iudicatis terram», amate la giustizia, voi che governate la terra.
È la prima frase del libro biblico della Sapienza, rivolta ai re. Dopo aver formato l'ultima lettera, la M, le anime si fermano e lentamente la trasformano: prima in un giglio, poi in una grande aquila, il simbolo dell'Impero e della giustizia.
La scena è un esempio della creatività visiva del Paradiso. Le anime non hanno più un aspetto umano: sono luci, e possono disporsi a formare figure e parole. Dante trasforma il cielo in una pagina scritta. Il canto si chiude con un'invettiva contro il papa Giovanni XXII, che usava la scomunica per interessi politici ed economici.