Le gerarchie angeliche: Dante cambia idea
vv. 121-126In essa gerarcia son l'altre dee:prima Dominazioni, e poi Virtudi;l'ordine terzo di Podestadi èe.Poscia ne' due penultimi tripudiPrincipati e Arcangeli si girano;l'ultimo è tutto d'Angelici ludi.Leggi nel canto
Nel Primo Mobile Dante vede Dio come un punto luminosissimo, circondato da nove cerchi di fuoco che girano tanto più velocemente quanto più sono vicini al centro. Sono i nove cori angelici. Beatrice li elenca: Serafini, Cherubini, Troni; Dominazioni, Virtù, Potestà; Principati, Arcangeli, Angeli. Ogni coro muove uno dei nove cieli.
Nel Convivio, anni prima, Dante aveva seguito un ordine diverso, quello di Gregorio Magno. Qui segue invece l'ordine di Dionigi l'Areopagita, convertito da san Paolo ad Atene. Secondo la tradizione Dionigi conosceva la gerarchia degli angeli perché Paolo, rapito al terzo cielo, l'aveva vista e gliel'aveva rivelata.
Beatrice aggiunge un tocco di ironia: quando Gregorio, salito in cielo, vide la vera disposizione degli angeli, «di se medesmo rise». Dante corregge così un proprio errore giovanile e lo fa con il sorriso, mostrando che anche i santi possono sbagliare nella teologia.