Piccarda: «E 'n la sua volontade è nostra pace»
vv. 85-87E 'n la sua volontade è nostra pace:ell'è quel mare al qual tutto si moveciò ch'ella cria o che natura face».Leggi nel canto
Nel cielo della Luna Dante vede volti così trasparenti che li crede riflessi in uno specchio. Sono le anime di chi non ha mantenuto i voti religiosi. Una di loro è Piccarda Donati, sorella di Forese e di Corso. Era diventata suora clarissa, ma il fratello Corso la fece rapire dal convento per farla sposare per ragioni politiche.
Dante le chiede se desidera un posto più alto in Paradiso, più vicino a Dio. Piccarda sorride e risponde con uno dei versi più famosi del poema: la beatitudine consiste nel volere ciò che Dio vuole, e quindi ogni anima è felice nel posto che ha. «E 'n la sua volontade è nostra pace».
È la prima grande lezione del Paradiso: non c'è invidia né competizione tra i beati. Le anime appaiono in cieli diversi per farsi capire da Dante, ma in realtà abitano tutte nell'Empireo, accanto a Dio. Piccarda presenta poi l'imperatrice Costanza, madre di Federico II.