Il fiume di luce
vv. 61-66e vidi lume in forma di riverafulvido di fulgore, intra due rivedipinte di mirabil primavera.Di tal fiumana uscian faville vive,e d'ogne parte si mettìen ne' fiori,quasi rubin che oro circunscrive;Leggi nel canto
Entrato nell'Empireo, Dante vede una luce in forma di fiume, che scorre tra due rive dipinte di fiori primaverili. Dal fiume escono scintille vive, che si posano sui fiori e poi tornano a tuffarsi nella corrente, come rubini incastonati nell'oro. Beatrice gli dice di bere con gli occhi quell'acqua.
Appena Dante si china a bere, il fiume cambia forma e diventa rotondo: si trasforma nella grande rosa dei beati, e le scintille si rivelano angeli, i fiori anime. Le immagini precedenti erano solo «ombriferi prefazi», anticipazioni velate della verità.
Maria Soresina ha notato quanto questa scena ricordi il Paradiso terrestre: anche lì c'erano un fiume, prati fioriti, e Matelda che camminava cogliendo fiori. Il giardino dell'Eden prepara la visione dell'Empireo. E il fiume di luce, che nella realtà non può esistere, diventa un cerchio, simbolo dell'eternità.