Il Timeo: stelle pagane e stelle cristiane
vv. 49-54Quel che Timeo de l'anime argomentanon è simile a ciò che qui si vede,però che, come dice, par che senta.Dice che l'alma a la sua stella riede,credendo quella quindi esser decisaquando natura per forma la diede;Leggi nel canto
Dante ha un dubbio: Platone, nel dialogo Timeo, sostiene che le anime tornano dopo la morte alla stella da cui sono discese. Le anime apparse nella Luna confermano questa idea? Beatrice risponde affiancando due libri lontanissimi tra loro, il Timeo e la Bibbia.
Spiega che le anime abitano tutte nell'Empireo e appaiono nei vari cieli solo per farsi capire da Dante, che ha bisogno di immagini sensibili. Poi interpreta Platone in modo allegorico: forse non voleva dire che le anime tornano alle stelle, ma che agli influssi delle stelle va attribuito il merito o la colpa di certe inclinazioni.
È un procedimento tipico del Medioevo: leggere i testi antichi alla luce della fede, come si faceva con la quarta Ecloga di Virgilio. Dante crede agli influssi degli astri sulla vita umana, ma rifiuta di divinizzarli come facevano i pagani con Giove, Mercurio e Marte. Gli astri sono strumenti della creazione, non divinità.