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Purgatorio · Canto I Liceo

Catone, un pagano suicida a guardia del Purgatorio

vv. 31-36vidi presso di me un veglio solo,degno di tanta reverenza in vista,che più non dee a padre alcun figliuolo.Lunga la barba e di pel bianco mistaportava, a' suoi capelli simigliante,de' quai cadeva al petto doppia lista.Leggi nel canto

Sulla spiaggia del Purgatorio Dante incontra un vecchio solenne, con la barba e i capelli bianchi, il volto illuminato da quattro stelle. È Marco Porcio Catone Uticense, l'uomo politico romano che si uccise a Utica nel 46 a.C. per non cadere vivo nelle mani di Cesare, dopo aver difeso fino all'ultimo la libertà della repubblica.

La scelta è sorprendente. Catone era pagano e suicida: secondo la logica del poema dovrebbe essere nel Limbo o nella selva dei suicidi. Dante invece ne fa il custode del regno della purificazione. Per lui Catone era il modello della coerenza morale e della libertà, e il suo gesto estremo non era disperazione ma rifiuto di vivere sotto la tirannia.

La libertà politica di Catone diventa così il simbolo della libertà morale che le anime cercano salendo il monte: la libertà dal peccato. Virgilio lo dice chiaramente presentando Dante: «libertà va cercando, ch'è sì cara, / come sa chi per lei vita rifiuta». E Virgilio aggiunge che il corpo di Catone, «la vesta», risplenderà nel giorno del giudizio: il poema lascia intendere che anche lui sarà salvo.

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