Sigieri di Brabante, un eretico in Paradiso
vv. 133-138Questi onde a me ritorna il tuo riguardo,è 'l lume d'uno spirto che 'n pensierigravi a morir li parve venir tardo:essa è la luce etterna di Sigieri,che, leggendo nel Vico de li Strami,silogizzò invidiosi veri».Leggi nel canto
Nel cielo del Sole le anime dei sapienti formano una corona di dodici luci attorno a Dante e Beatrice. A presentarle è san Tommaso d'Aquino, il grande teologo domenicano. Tra loro ci sono Alberto Magno, Salomone, Boezio, Isidoro di Siviglia, Beda il Venerabile.
L'ultimo spirito presentato è il più sorprendente: Sigieri di Brabante, professore all'università di Parigi, nella via della Paglia. Sigieri insegnava la filosofia di Aristotele secondo l'interpretazione di Averroè, e alcune sue tesi furono condannate dalla Chiesa. Tommaso stesso aveva scritto contro di lui.
Eppure Dante lo mette in Paradiso, e proprio accanto a Tommaso, che ne parla con rispetto: insegnava verità che gli procurarono invidia. È un segno della libertà intellettuale di Dante: nell'aldilà gli avversari si riconciliano, e la ricerca sincera della verità ha un valore anche quando sbaglia.