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Paradiso · Canto XVI Liceo

Anche le città muoiono

vv. 79-84Le vostre cose tutte hanno lor morte,sì come voi; ma celasi in alcunache dura molto, e le vite son corte.E come 'l volger del ciel de la lunacuopre e discuopre i liti sanza posa,così fa di Fiorenza la Fortuna:Leggi nel canto

Cacciaguida continua il suo racconto delle famiglie antiche di Firenze, molte delle quali sono ormai scomparse o decadute. Per spiegarlo usa una riflessione generale: «Le vostre cose tutte hanno lor morte, / sì come voi». Le famiglie e le città nascono e finiscono come le persone, solo in tempi più lunghi, e la loro fine sfugge alla vista perché le vite umane sono brevi.

Come il cielo della Luna, girando, copre e scopre le spiagge con le maree, così la Fortuna fa con Firenze. È la stessa Fortuna di cui Virgilio aveva parlato nel canto VII dell'Inferno: un'intelligenza voluta da Dio che fa passare i beni da una famiglia all'altra.

Il canto si chiude con un episodio decisivo: l'uccisione di Buondelmonte nel 1216, all'origine della divisione di Firenze in guelfi e ghibellini. Firenze, dice Cacciaguida, avrebbe dovuto offrire una vittima alla statua di Marte. Il passato idealizzato contiene già il germe della discordia.

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