L'esame sulla fede
vv. 64-66fede è sustanza di cose speratee argomento de le non parventi;e questa pare a me sua quiditate».Leggi nel canto
Nei canti XXIV, XXV e XXVI Dante sostiene tre esami, come uno studente all'università: san Pietro lo interroga sulla fede, san Giacomo sulla speranza, san Giovanni sulla carità. Sono le tre virtù teologali, che ogni cristiano dovrebbe possedere.
Alla domanda di Pietro, «che cos'è la fede?», Dante risponde con una definizione presa dalla Lettera agli Ebrei: «fede è sustanza di cose sperate / e argomento de le non parventi». È il fondamento delle cose che speriamo e la prova di quelle che non vediamo.
Le tre virtù erano già comparse nel Paradiso terrestre come tre donne vestite di rosso, verde e bianco. Lì erano immagini poetiche; qui diventano oggetto di un dialogo teologico preciso. Pietro, soddisfatto, gira tre volte intorno a Dante cantando, in segno di approvazione: da qui partirà, nel canto successivo, il sogno di Dante di essere incoronato poeta.