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Paradiso · Canto VIII Liceo

Carlo Martello e le amicizie musicali

vv. 34-39Noi ci volgiam coi principi celestid'un giro e d'un girare e d'una sete,ai quali tu del mondo già dicesti:'Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete';e sem sì pien d'amor, che, per piacerti,non fia men dolce un poco di quiete».Leggi nel canto

Nel cielo di Venere un'anima si rivolge a Dante citando il primo verso di una sua canzone, «Voi che 'ntendendo il terzo ciel movete», commentata nel Convivio. È Carlo Martello d'Angiò, giovane principe che Dante aveva conosciuto a Firenze nel 1294 e che era morto l'anno dopo, a ventiquattro anni.

La citazione ricorda un episodio simile del Purgatorio: l'amico musicista Casella cantava un'altra canzone di Dante. Entrambi i casi mostrano un'abitudine dei poeti del tempo: frequentare musicisti e amici che mettevano in musica i loro testi. Boccaccio racconta che Dante amava molto la musica e il canto.

Carlo Martello spiega poi a Dante perché da padri buoni possano nascere figli malvagi. La natura umana è varia per volontà dei cieli, perché la società ha bisogno di persone diverse, ognuna con la sua inclinazione. L'errore è forzare le persone verso ruoli che non sono adatti a loro, come fare re chi sarebbe nato per predicare.

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