divina·commedia.it
Livello
Personaggi
Purgatorio · Canto XI Liceo

Oderisi e la vanità della fama

vv. 94-99Credette Cimabue ne la pitturatener lo campo, e ora ha Giotto il grido,sì che la fama di colui è scura:così ha tolto l'uno a l'altro Guidola gloria de la lingua; e forse è natochi l'uno e l'altro caccerà del nido.Leggi nel canto

I superbi camminano curvi sotto enormi massi, che li costringono a guardare la terra. Tra loro Dante riconosce Oderisi da Gubbio, un miniatore famoso, cioè un pittore di codici. Dante lo saluta come «onor d'Agobbio», ma Oderisi lo corregge: ormai è più apprezzato un altro artista, Franco Bolognese.

Poi Oderisi fa un discorso sulla fama. Cimabue credeva di essere il primo nella pittura, e ora tutti parlano di Giotto. Un Guido ha tolto all'altro la gloria della lingua, cioè Cavalcanti a Guinizzelli, e forse è già nato chi li supererà entrambi. È probabilmente un riferimento a Dante stesso.

La fama terrena, conclude Oderisi, è come il vento, che cambia nome a seconda della direzione: un soffio. Dante, che pure sa di essere un grande poeta, mette questa lezione di umiltà proprio nella cornice dove riconosce il proprio peccato principale. Più avanti ammetterà di temere soprattutto la pena dei superbi.

Vai al canto: Purgatorio XI Tutti gli approfondimenti

Altre schede: Personaggi