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Purgatorio · Canto XVI Liceo

Marco Lombardo e il libero arbitrio

vv. 67-72Voi che vivete ogne cagion recatepur suso al cielo, pur come se tuttomovesse seco di necessitate.Se così fosse, in voi fora distruttolibero arbitrio, e non fora giustiziaper ben letizia, e per male aver lutto.Leggi nel canto

Nel fumo denso che avvolge gli iracondi, Dante sente la voce di Marco Lombardo, un uomo di corte. Gli fa una domanda fondamentale: perché il mondo è così corrotto? È colpa delle stelle o degli uomini?

La risposta di Marco è netta. Se tutto dipendesse dalle stelle, l'uomo non sarebbe libero e non avrebbe senso premiare il bene e punire il male. I cieli danno alle persone le prime inclinazioni, ma l'uomo ha la luce della ragione e il libero arbitrio. La causa della corruzione, quindi, è dentro di noi.

Marco aggiunge un'analisi politica. L'anima umana ha bisogno di guide: le leggi ci sono, «ma chi pon mano ad esse?». Il problema è che il papa ha unito il potere spirituale e quello temporale, che dovrebbero restare separati, come due soli: uno indica la via del mondo, l'altro quella di Dio. È il centro esatto del poema, e il tema è la libertà.

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